I biab
Come accennato nell'introduzione ai post dell'impianto ho cercato di semplificare all'osso le cotte che un tempo mi portavano via l'intero pomeriggio (dalle 14:00/15:00 alle 21:00/22:00 circa) al termine delle quali ero stravolto e facevo gli ultimi passaggi affrettatamente e in preda alla stanchezza. La parola d'ordine è BIAB, acronimo che sta per "brew in a bag" (birrificare nella sacca).
Less is more!
Less is more!
Biab a gas
Nell'estate del 2017 passare "al calzino" (per tre cotte) è stato semplice, è bastato tirare via due pentole, un fornellone, il raccordo a T per la bombola del gas e gli odiosi (non)filtri bazooka autocostruiti.
L'unica cosa che ho aggiunto è stata una comune sacca da BIAB. Ma la semplificazione non si è fermata qua.
Parallelamente al riscaldamento dell'acqua calcolavo la temperatura giusta in cui buttare i grani (formula di sgabuzen) mentre con il tre tini prevedevo una sosta di mash-in con una temperatura di qualche grado inferiore al primo step (retaggio dalle istruzioni dei kit all grain di birramia).
Con quest'ultimo metodo impazzivo coi fornelloni, la temperatura che scendeva improvvisamente e riaccendendo il fuoco risaliva anche a 70 gradi quindi raffreddavo con un po’ di acqua di sparge...
In questo modo mi sono semplificato notevolmente la vita, una mescolata, chiudevo la pentola e tanti saluti (ho sempre perso al più un paio di gradi, complici le temperature estive).
Stando all'aperto in cortile mi sono preoccupato di meno di sporcare rispetto al garage e ho approfittato dell'acqua di raffreddamento oramai fredda per innaffiare gli alberi (i primi 30 litri caldi li riutilizzavo per pulire).
Non ho cronometrato il tempo ma riuscivo a finire per cena senza dover lavare dopo e anche meno stanco, il tempo risparmiato si può approssimare in un paio di ore in cui in precedenza:
L'unica cosa che ho aggiunto è stata una comune sacca da BIAB. Ma la semplificazione non si è fermata qua.
Parallelamente al riscaldamento dell'acqua calcolavo la temperatura giusta in cui buttare i grani (formula di sgabuzen) mentre con il tre tini prevedevo una sosta di mash-in con una temperatura di qualche grado inferiore al primo step (retaggio dalle istruzioni dei kit all grain di birramia).
Con quest'ultimo metodo impazzivo coi fornelloni, la temperatura che scendeva improvvisamente e riaccendendo il fuoco risaliva anche a 70 gradi quindi raffreddavo con un po’ di acqua di sparge...
In questo modo mi sono semplificato notevolmente la vita, una mescolata, chiudevo la pentola e tanti saluti (ho sempre perso al più un paio di gradi, complici le temperature estive).
Stando all'aperto in cortile mi sono preoccupato di meno di sporcare rispetto al garage e ho approfittato dell'acqua di raffreddamento oramai fredda per innaffiare gli alberi (i primi 30 litri caldi li riutilizzavo per pulire).
Non ho cronometrato il tempo ma riuscivo a finire per cena senza dover lavare dopo e anche meno stanco, il tempo risparmiato si può approssimare in un paio di ore in cui in precedenza:
- Facevo il mash out (15 minuti)
- Filtravo le trebbie (la maggior perdita di tempo era questa, a volte anche 1 ora)
- Batch sparge (15 minuti)
- Ri-filtravo le trebbie (30/60 minuti ma avveniva in parallelo al riscaldamento del mosto in bollitura)
- Minor tempo per portare il mosto in bollitura, complici
- la pentola più spessa (prima usavo quella da 50 litri più sottile e riempita 2/3)
- nessuna perdita di calore nel trasferimento alla pentola di bollitura
- volumi leggermente minori (18 litri anziché 23 anche se non è dovuto al biab in se)
- Minor tempo per la pulizia (1 sola pentola contro 2, quella di sparge non la conto)
Altri vantaggi riscontrati
- Nessun problema di filtraggio nemmeno con alte dosi di frumento
- Minor spazio occupato
- Minor rischio di sporcare il pavimento (strettamente collegato al punto precedente)
- Minor fatica (e rischio) rispetto al 3 tini nel manovrare pentole calde ad altezza maggiore (per me che non avevo una struttura fissa a caduta o con pompa)
- Minor consumi ed efficienza energetica (abbastanza ininfluente ma c'è)
Biab elettrico
Facendo tesoro della positiva esperienza con il biab, ho voluto fare uno step in più verso il mondo degli all in one tanto in voga comprandomi il bollitore Klarstein Füllhorn, già con l'idea di sostituire in futuro la sacca con il cestello inox come fanno molti homebrewers più bravi di me col fai da te. Mi sembrava infatti più conveniente (al netto degli accessori in più) rispetto al più comune all in one Klarstein Mundschenk, con stessa capacità e potenza (30 litri e 2500 watt), venduto al triplo del prezzo (129 contro 399 euro circa). Di quest'ultimo modello ne esistono diverse varianti in commercio, alcune con capacità di 40 litri anziché 30 e rimarchiate dai diversi rivenditori, spesso vendute in bundle con serpentine, mulini, fermentatori e con un kit all grain in omaggio. Ne esiste anche una versione più grande da 50/55 litri con resistenza da 3000 watt, ad un costo di circa 100 euro in più.
Con questo impianto ci ho fatto 3 cotte e mezzo (questo dovrebbe darvi un indizio del perché non ce l'abbia più...).
Nella prima cotta decisi di utilizzarlo così com'è, senza pompa per ricircolo e con la vecchia sacca biab. I vantaggi riscontrati sono:
- Temperature dell'acqua riportate sul controller digitale fedeli a quelle misurate con il termometro analogico a gabbietta (al più un grado di differenza, considerando anche che è la precisione massima di entrambi)
- Velocità nelle rampe di temperatura alla potenza massima
- Vigorosità della bollitura con la potenza massima
- Ottima coibentazione di serie grazie al doppio spessore (cosa che purtroppo manca ai klarstein col cestello)
- Silenziosità e compattezza
- Nessun problema nel filtrare i luppoli in fiore a fine bollitura grazie al doppio fondo forato
- Avendo la resistenza interna il calore perso è molto inferiore rispetto al fornellone a gas e anche l'ambiente si scalda molto meno
- Sicurezza rispetto al gas e nessun tempo perso per recuperare la bombola, montare gli attacchi, accenderla/spegnerla e riporla (dopo la cotta: ma ho spento la bombola? E andavo a ricontrollare nel cuore della notte)
Di contro le criticità riscontrate sono state
- Volume di mash in poco spazio perché la sacca si adattava male alla pentola alta e stretta
- Differenza di temperatura tra la sacca coi grani (misurata sempre col termometro a gabbietta galleggiante) e quella sul fondo della pentola (visualizzata sul display)
- Bollitura poco vigorosa con la sola resistenza da 1600w come consigliato dalle istruzioni nostante i pochi litri (circa 12-13, non li ho misurati ma partivo da 16 litri in mash)
Le criticità sono state risolte nella cotta successiva implementando il ricircolo con la pompa (TOPSFLO in XYRON PPE 12Vcc-34W presa su birramia, ora c'è la nuova da 48w) a cui ho messo un rubinetto sulla mandata altrimenti sparava fuori una ventina di litri al minuto e la sacca da biab della klarstein, di ottima fattura (più spessa delle normali, ha anche due cerchi metallici alle estremità per tenerla nella giusta forma cilindrica delle dimensioni della pentola).
Inoltre il mosto bollì vigorosamente con entrambe le resistenze accese (1600w+900w=2500w) e mi ritrovai i giusti litri in fermentatore.
Dopo queste due migliorie la cotta del 2018 fu quella con meno problemi in assoluto di sempre, non mi sembrava reale. L'unico problema fu la dilatazione del doppio fondo che si piegò in balia del calore della resistenza. In effetti il sistema non brilla per qualità costruttiva, poco male, è bastato poco per raddrizzarlo.
I problemi cominciarono nella cotta successiva. Ho avuto problemi di perdite del rubinetto nell'intercapedine interna, fra i due fogli d'acciaio che realizzano la parete della pentola. Me ne accorsi solo verso il mash in che sul pavimento era comparsa magicamente dell'acqua, quindi staccai tutto, svuotai la pentola, smontai e rimontai il rubinetto e il problema sembrava risolto. Poi cominciarono a perdere gli attacchi della pompa, spazientito decisi di non fare il ricircolo. Si spense una volta il sistema durante il mash, probabilmente le perdite d'acqua dovevano aver intaccato la circuiteria. Feci inoltre l'errore di non mettere il doppiofondo per il luppolo e prontamente si ostruì il rubinetto con i coni di luppolo. Con l'autosifone (che odio più di qualsiasi cosa) riuscì a portare il fango nel fermentatore. Nelle foto qui sotto lo vedete al limite con 24 litri d'acqua e 5kg di grani (per 15 litri finali), al centro la birra finita che venne limpida nonostante il macello. Winterizzate gente!
La cotta dopo iniziò bene. Avevo sistemato le perdite alla pompa attraverso il semplice uso di un flessibile in inox femmina-femmina (qua sopra nella foto a destra), controllando in fase d'acquisto che il tubo di gomma interno fosse alimentare e resistesse alle temperature di mash e no, stavolta non ci ho fatto un filtro bazooka...
Accesi quindi il ricircolo e tutto andò liscio finché la pompa non si ostruì con quelle che sembravano farine. Molto strano pensai, visto che la maglia della sacca era molto fine, in ogni caso anche stavolta decisi di fare a meno della pompa e staccai tutto. Qualche minuto dopo il klarstein cominciò a spegnersi ad intervalli di qualche minuto e ogni volta alla riaccensione dovevo impostare la temperatura manualmente. Speravo di arrivare almeno alla conclusione del mash in quel calvario (ero in protein rest...) ma morì definitivamente 💀.
Quindi ho rispolverato la cara vecchia pentola in pesante inox, il fornellone ignorante, la vecchia sacca da biab zozza e il termometro cinese ballerino e salvai la roggenbier. Mentre mi ustionavo nel travasare i grani ammostati nella pentola notai che la sacca si era bruciata sul fondo della pentola facendo uscire i grani. Il motivo del ko del ricircolo era presto spiegato. Questa volta la mancanza del doppiofondo fu ancora più letale, anche se il ko del klarstein mi fece riflettere profondamente sugli all in one.
Qualche riflessione sul disastro
Il problema di fondo è avere parte elettrica direttamente sopra la pentola, quindi sempre a rischio infiltrazioni e ciò mi ha creato anche qualche problema nel pulire la pentola. Occorre prestare qualche attenzione in più, nel mio caso ho appoggiato la pentola nella doccia tenendola inclinata sul battitacco della porta (la base di plastica della pentola proteggeva il fondo dall'acqua) e ho usato il soffione facendo attenzione a non bagnare l'esterno. Il tutto tenendo il cavo d'alimentazione sempre al di fuori dal perimetro della doccia.
Almeno i veri BIAP hanno pompa integrata e il lavaggio è relativamente più semplice (ho provato in questi giorni a fare la prima pulizia del brauheld che userò a breve). E non avendo la doppia parete isolante (che sarebbe un difetto per l'efficienza termica) ci si può rendere subito conto della perdita che sarebbe verso l'esterno.
Confesso che stavo per mettere una pietra sopra sul capitolo bollitori elettrici cercando soluzioni per crearmi una pentola ad hoc per l'induzione (ad esempio la ss brewkettle) oppure forare una delle due pentole in inox e installare una resistenza elettrica. Nel primo caso avrei avuto problemi a pilotare un fornello ad induzione con un pid (non ho trovato molto online e comunque dovrei smontare il fornello con tutti i rischi del caso) e nel secondo avrei dovuto rivolgermi a qualcuno bravo nel praticare fori e comprarmi la resistenza con attacco e un controller, che costerebbe sia soldi che tempo. Entrambe le soluzioni rendono l'impianto più modulare e hanno il grosso vantaggio del backup con fornellone. Sarebbe bastato poco infatti, nel caso di rotture di cose elettriche (come mi è successo), prendere la pentola e metterla sopra il caro vecchio bruciatore che, gas permettendo, ha tutto meno che problemi di affidabilità.
Intanto il bollitore partì per Berlino in assistenza (ottima esperienza) e mi proposero il rimborso oppure di aspettare la prossima fornitura del fullhorn (a fine 2018). Inizialmente ripensai al progetto iniziale per trasformarlo in un biap facendo il cestello a partire da una canna fumaria in inox (il famoso pipe anziché bag) ma accantonai l'idea per motivi di tempo e dubbi nelle mie capacità (o più che altro pazienza) nel fai da te. Inoltre è veramente difficile realizzare un supporto per la pompa con tubo d'acciaio e non lasciarla penzolante insieme al tubo di ricircolo come qualche foto più sopra, inoltre andrebbe fatto anche un pulsante ON/OFF e un controller come smartpid che l'alimenti a 12v (per non dover attaccare/staccare l'alimentatore esterno e il suo precario collegamento).
Approfittai quindi dell'uscita del nuovo all in one klarstein scontato per sostituirlo (d'altronde è Natale...).
Pace fatta con gli AIO? Ne parlerò nel prossimo articolo sul BIAP 😉.
Approfittai quindi dell'uscita del nuovo all in one klarstein scontato per sostituirlo (d'altronde è Natale...).
Pace fatta con gli AIO? Ne parlerò nel prossimo articolo sul BIAP 😉.







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