Plug Walk
In questo post la cronaca della fermentazione e il primo assaggio della Plug Walk, la cui produzione è stata documentata nel post del collaudo del Brauheld.
Plug Walk
Qua un log documentato dagli screen dell'app bluetooth del tilt a partire dalla seconda sera (alla fine del 1 gennaio la gravità era di 1056). Il lievito si è mangiato tra i 10 e i 15 punti di gravità al giorno.
Il dry hopping è avvenuto con 100g di comet. Ho proceduto a bollire in acqua la hop bag insieme a un peso in inox (un raccordo T) e ho sanitizzato il luppolo con questo metodo per essere più sicuro contro eventuali contaminanti sopravvissuti in freezer. Nonostante il peso in inox la sacca galleggiava sul mosto, solo al momento dell'imbottigliamento ho visto che era scesa fino a oltre metà. 100 grammi di fiori occupano veramente tanto volume, quanto vorrei poter pellettizzarli per conservarli in poco spazio, rendere più agevole l'utilizzo e diminuire l'assorbimento di mosto. Il ph finale si è attestato a 4,8.
Ho staccato il frigor qualche giorno prima di imbottigliare, il 22 gennaio. Ho imbottigliato due fustini da 2 litri e 9 bottiglie da 75 litri per un totale di 10,75 litri a fronte di circa 15 litri in fermentatore. Come già successo nella golden ale del 2018 il dryhopping ha assorbito come una spugna. Non ho fatto travasi, non ho usato filtri e ho imbottigliato direttamente dal rubinetto col un tubo crystal e l'asta. Da tempo non uso più l'enolmatic che richiede più tempo per la pulizia che quello che ci mette ad imbottigliare, per un litraggio maggiore il discorso ovviamente cambierebbe. Il lievito si è compattato bene sul fondo lasciando qualche litro sotto al rubinetto. Solo all'apertura di quest'ultimo ho notato per un istante del mosto più torbido. Il tilt e la hop back non hanno smosso il lievito quando hanno toccato il fondo e anche le ultime bottiglie sono rimaste limpide.
Il primo assaggio è avvenuto domenica 3 febbraio, spillando dal primo fusto. La birra è limpida, solo leggermente più velata della vienna ale del 2018 mentre il colore è più carico e tendente all'arancio. Dalle foto è molto simile alle due fatte con lo stesso grist, solo la belgian ale mi sembra leggermente più chiara, ma può dipendere dalla foto. Quando spillo la schiuma è sempre un po' troppo abbondante costringendomi ad aspettare un po' e la birra rimane un po' sottocarbonata. Probabilmente dovrei prendere uno spillatore con riduttore di pressione.
In bocca corpo medio-basso, ottimo aroma luppolato sul fruttato e lieve tropicale, non così intenso come gli esempi commerciali di alto livello (penso a quelle di crak o hammer). Il comet si conferma uno dei migliori luppoli del mio "luppoleto" insieme al chinook. Queste sono due varietà che consiglierei a chiunque decida di coltivarlo. Per il futuro dovrei solo trovare il modo per rendere ancora più esplosivo l'aroma (DDH? qualche sistema di ricircolo?) e aumentare il priming (ma prima devo anche valutare una versione in bottiglia). Il sogno ultimo è ovviamente arrivare ad avere un gioiello del genere, quasi obbligatorio per raggiungere gli standard dei (migliori) birrifici artigianali.










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